Ragnar’s Journeys: Oasi di Cervara

Lo so, lo so. Sono in ritardo nella scrittura e stesura dell’inenarrabile racconto della mia ultima avventura.
Ma ve la narrerò.
Il fatto è che c’era il discount sui gusci d’uovo. Prendi 5 paghi 6. E quando mirischia mi ricapita un’offerta così? Era dall’ultima svendita di ombrelli ripara-meteorite che non trovavo qualcosa di così vantaggioso.

Bando alle ciance, salto nelle frasche.
Nel mio ultimo viaggio, accompagnato dai miei fidi vassalli detentori di questo loco ameno di impurità e oscenità, sono giunto a Quinto di Treviso, in provincia di Vicenza, mosso da una elevata bramosia di nettare di radicchio.

Eccomi all’Oasi di Cervara!

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Oasi costruita quasi 30 anni fa (una bazzecola in confronto alla MIA ETA’!) nell’area di un vecchio mulino, questa riserva di verde accoglie un gran numero di visitatori, che si trovano immersi in un verde quasi preistorico (si, mi son sentito a casa, erba a parte). I vari anfratti acquatici rendono l’area molto suggestiva, ideale per rilassarsi dopo una giornata passata a tenere a freno orde di ciclistici mammiferi.

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L’oasi incentiva la (ri)scoperta della fauna locale, stabilendo punti di osservazione in mezzo ai boschetti e alle paludi. Purtroppo gli animali selvatici sono quasi impossibili da vedere, ma con un po’ di fortuna potreste vedere una volpe, o un picchio.

Ma l’area più interessante l’ho trovata nel punto più distante del parco. I due mazzancolli qua han dovuto scarpinare per miglia e miglia e miglia e miglia per raggiungere il centro visitatori. Ovviamente io sono stato trasportato in braccio, promuovendo il mio status sociale di padrone assoluto dei mammiferi.
Theropoda Imperat.

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In questa foto sono ritratto davanti al Centro Visitatori.
All’interno lo staff dell’oasi ha da poco inaugurato la mostra sui draghi. Ovviamente parliamo di sauropsidi, o rettili come li chiamate erroneamente  voi.
Diciamo che mi son sentito offeso, per non essere stato invitato a partecipare a tale mostra. Chi più drago di me? Eh? EH?

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Qui sono in compagnia di una Tiliqua, uno scincide. Non le è interessata molto la mia presenza.
Strano. Di solito i sauropsidi si prostano di fronte alla mia presenza.
Ah, ma questo non ha piume. Ecco l’inghippo!

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Questo invece è un basilisco color basilico (Basiliscus plumifrons). Maschio, ovviamente.
Nel mondo sauropside, siamo noi maschi ad essere quelli belli.
Corna, creste colori sgargianti, occhi vispi, charme immortale… si. Solo noi maschi.

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E nella mostra dedicata ai draghi non poteva mancare il Dracorex hogwartsia.
Era da molto tempo che non ne vedevo uno. Quasi 65 milioni di anni.
Poverino.
Abbandonato lì da solo, in mezzo a lucertole, quando dovrebbe essere fuori all’aperto, a crescere ed ad inciciottarsi. Per diventare una perfetta preda per me.
Sapete cosa gli sto dicendo nella foto?
Non posso dirvelo. Ci sono bambini e pulcini in ascolto.
Vi posso solo dire che voleva portarmi via per chissà quali oscuri motivi….

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Ultima chicca dell’oasi, la casa dei miei parenti.
L’oasi di Cervara è fiera dimora di uno stormo di cicogne, tra i quali spiccano gli ultimi arrivati: è’ arrivato lo Pterosauro a portare due piccoli pulcini in casa cicogna!

Data la loro giovane età, ho perdonato loro un sacco di cose.
Mi hanno rubato il pranzo (c’era una pastella di succo di limoni, carne e pesce che MAMMAMIA!).
Mi hanno rovistato nell’uovo.
Non mi hanno lasciato il loro IBAN.
Mi hanno chiamato madre.

Ma li perdono.
Dopotutto, sono anche loro dinosauri, no?

Ragnar&Cico copy

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